Per queste terre lontane...

*loading* viaggiatori hanno lasciato le loro orme in queste terre.


mercoledì, 26 settembre 2007

Si comincia!

Ho passato gli ultimi cinque giorni nella "casa dell'uni", come l'ho ribattezzata un paio di settimane fa. Ieri ho sostenuto un paio di test, uno d'inglese e uno di informatica, entrambi facili (soprattutto il secondo, con domande tipo: come si chiama un foglio di Excel? quanto pesa un MByte? ). Se li ho passatti, e buone ragioni per crederlo, ho guadagnato i miei primi 8 crediti *___* così mi risparmio due corsi, tiè. Siccome ho un diploma dal nome impronunciabile che attesta che ho frequentato un istituto d'arte, l'esame d'ammissione non ho dovuto sostenerlo, visto che alla fine mi sono iscritta all'Accademia di Belle Arti e non a Psicologia dell'età evolutiva. La mia amica invece l'ha dovuto dare, ma a quanto ne sa l'ha passato. Lei è una delle mie coinquiline, la conosco dalla seconda elementare. Con un'altra ci sono andata alle medie, e la quarta andava in classe alle superiori con le altre due. Abbiamo trovato una casetta minuscola ma fighissima *___*
I corsi dell'uni iniziano il 10 ottobre, ma la settimana prossima c'è una specie di orientamento, così se ti accorgi di aver sbagliato tutto nella vita e che preferisci seguire, che so, grafica invece di multimediale (il corso che ho scelto io), puoi tranquillamente cambiare. L'unica nota negativa è che un mio amico alla fine si è iscritto all'accademia di un'altra città T.T

Passando ad altro, negli ultimi tempi mi son data da fare e ho aperto, signore e signori, tre e dico tre blog! Ok, in realtà due: Il comic weblog è sia in italiano che in inglese.
I link:
La chiave di Daewen - English Version
La chiave di Daewen - Versione Italiana
Il mio sketchblog

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le mie matite, parole che contano

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venerdì, 10 agosto 2007

Momento creativo (che suona bene)

Eeeh, è da un po' che non scrivo, anche se non mi sono praticamente mossa da casa. Il fatto è che sono inciampata in uno di quei periodi in cui non faccio altro che disegnare, leggere, scrivere... L'origine, stavolta, è da ricercarsi in una coppia di eventi (per me almeno lo sono): l'uscita al cinema del quinto film di Harry Potter, dal mio punto di vista il più atteso di tutta la saga (perlomeno fino a tre settimane fa), e l'uscita del settimo libro... Inutile sottolineare come mi sia fiondata in libreria a comprarlo, lingua inglese a noi due! D'altra parte non è il primo libro in lingua che leggo. E poiché compro libri da quando avevo più o meno quattro o cinque anni, e ne compro tanti, conosco bene la commessa della mia libreria di fiducia... risultato: l'unica busta originale della bloomsbury, con tanto di simbolo e data d'uscita, che hanno spedito alla suddetta libreria, me la sono cuccata io =3 (momento di godimento... aaaw...)
Il film è stato più che soddisfacente, ora ho bisogno di vedere il settimo -e magari anche il sesto, va- anche se c'è da aspettare un bel po' di tempo. Natalia Tena è una Tonks adorabile, il che è un punto a favore visto che è il mio secondo personaggio preferito ( dopo Remus Lupin, ovvio ^^). Anche Evanna Lynch è perfetta. Per non parlare dei Thestral. La mia scena preferita, nell'Uffico Misteri, è stata realizzata più che bene, considerando le numerose difficoltà di portarla sullo schermo. Direi, in effetti, che L'Ordine Della Fenice è al momento il mio film preferito della saga, il che significa che supera anche il Prigioniero di Azkaban... orpo...
Il libro, sebbene mi fossi ripromessa, nel leggere una particolare scena, di non riprenderlo più in mano (perché tale scena è troppo triste, mi ha fatto piangere T.T), è decisamente il mio preferito della saga. Oltre a dare una conclusione perfetta ai sette anni, rende sicuramente più vasta e profonda tutta la vicenda, ponendo problemi e creando situazioni assai diversi da quelli visti nei libri precedenti. Non è sicuramente un libro per bambini (inteso in forma dispregiativa)! E lo sto già rileggendo, in attesa dell'edizione italiana.
Nel frattempo sto dando vita a una serie di fanart, che posterò come al solito su Deviantart.

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venerdì, 21 luglio 2006

La vera scintilla dell'amore

Prendetevi qualche minuto per leggere questo. Non credo servano commenti.

A una cena di raccolta fondi per una scuola che serve i disabili mentali, il padre di uno degli studenti fece un discorso che nessuno di coloro che partecipavano avrebbe mai dimenticato. Dopo aver lodato la scuola e il personale dedito, fece una domanda:
"Quando influenze esterne non interferiscono dall'esterno, la natura di tutti è perfetta. Mio figlio Shay, tuttavia, non può imparare le cose che imparano gli altri. Non può capire le cose come gli altri. Dov'è l'ordine naturale delle cose, in mio figlio?"
Il pubblico fu zittito dalla domanda. Il padre continuò. "Io ritengo che, quando un bambino come Shay, fisicamente e mentalmente handicappato viene al mondo, si presenta un'opportunità di realizzare la vera natura umana, ed essa si presenta nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino". Poi raccontò la storia che segue: Shay e suo padre stavano camminando vicino a un parco, dove c'erano alcuni ragazzi che Shay conosceva che giocavano a baseball. Shay chiese: "Credi che mi lascerebbero giocare?"
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte dei ragazzi non volevano un ragazzo come lui nella squadra, ma comprendeva anche che se al figlio fosse stato permesso giocare, la cosa gli avrebbe dato un senso di appartenenza di cui aveva molto bisogno, e un po' di fiducia nell'essere accettato dagli altri, nonostante i suoi handicap. Il padre di Shay si avvicinò a uno dei ragazzi sul campo e chiese se Shay poteva giocare, non aspettandosi un granché in riposta. Il ragazzo si guardò attorno, in cerca di consiglio e disse: "Siamo sotto di sei e il gioco è all'ottavo inning. Immagino che possa stare con noi e noi cercheremo di farlo battere all'ultimo inning". Shay si avvicinò faticosamente alla panchina della squadra, indossò una maglietta della squadra con un ampio sorriso e suo padre si sentì le lacrime negli occhi e una sensazione di tepore al cuore. Il ragazzo vide la gioia di suo padre per essere stato accettato. In fondo all'ottavo inning, la squadra di Shay ottenne un paio di basi, ma era ancora indietro di tre. Al culmine del nono e ultimo inning, Shay si mise il guantone e giocò nel campo giusto. Anche se dalla sua parte non arrivarono dei lanci, era ovviamente in estasi solo per essere nel gioco e in campo, con un sorriso che gli arrivava da un orecchio all'altro, mentre suo padre lo salutava dalle gradinate. Alla fine del nono inning, la squadra di Shay segnò ancora. Ora, con due fuori e le basi occupate, avevano l'opportunità di segnare la battuta vincente e Shay era il prossimo, al turno di battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay e perso l'opportunità di far vincere la squadra? Sorprendentemente, a Shay fu assegnato il turno di battuta. Tutti sapevano che gli era impossibile colpire la palla, perché Shay non sapeva neppure tenere bene la mazza, per non dire cogliere la palla. Comunque, mentre Shay andava alla battuta, il lanciatore, capendo che l'altra squadra stava mettendo da parte la vincita per far sì che Shay avesse questo momento, nella sua vita, si spostò di alcuni passi per lanciare la palla morbidamente, così che Shay potesse almeno riuscire a toccarla con la mazza. Arrivò il primo lancio e Shay girò la mazza a vuoto. Il lanciatore fece ancora un paio di passi avanti e gettò di nuovo lentamente la palla verso Shay. Mentre la palla era in arrivo, Shay girò goffamente la mazza, la colpì e la spedì lentamente sul terreno, dritta verso il lanciatore. Il gioco avrebbe dovuto finire, a quel punto, ma il lanciatore raccolse la palla e avrebbe potuto facilmente lanciarla al primo che copriva la base e squalificare il battitore. Shay sarebbe stato fuori e questo avrebbe segnato la fine della partita. Invece, il lanciatore raccolse la palla e la lanciò proprio al di là della testa del primo in base, fuori dalla portata dei compagni di squadra. Tutti quelli che si trovavano sugli spalti e i giocatori cominciarono a gridare: "Shay, corri in prima base! Corri in prima!" Shay non aveva mai corso in vita sua così lontano, ma riuscì ad arrivare in prima base.
Corse lungo la linea, con gli occhi spalancati e pieno di meraviglia. Tutti gli gridarono: "Corri alla seconda, alla seconda, ora!" Trattenendo il fiato, Shay corse ancor più goffamente verso la seconda, ansimando e sforzandosi di raggiungerla. Quando Shay curvò verso la seconda base, la palla era fra le mani del giocatore giusto, un piccoletto, che ora aveva la possibilità per la prima volta di essere lui l'eroe della propria squadra. Avrebbe potuto lanciarla alla seconda base per squalificare il battitore, ma comprese le intenzioni del lanciatore e anche lui gettò intenzionalmente la palla in alto, ben oltre la portata della terza base. Shay corse verso la terza base in delirio, mentre gli altri si spostavano per andare alla casa base. Tutti gridavano: "Shay, Shay, Shay, vai Shay". Shay raggiunse la terza base, quello opposto a lui corse per aiutarlo e voltarlo nella direzione giusta, e gridò: "Shay, corri in terza! Corri in terza!" Mentre Shy girava per la terza base, i ragazzi di entrambe le squadre e quelli che guardavano erano tutti in piedi e strillavano: "Shay, corri alla base! Corri alla base, sali sul piatto!" Shay corse, salì sul piatto e fu acclamato come l'eroe che aveva segnato un 'grand slam' e fatto vincere la sua squadra. Quel giorno, disse il padre a bassa voce e con le lacrime che ora gli rigavano la faccia, i ragazzi di entrambe le squadre aiutarono a portare in questo mondo un pezzo di vero amore e umanità. Shay non superò l'estate e morì in inverno, senza mai scordare di essere stato l'eroe e di aver reso suo padre così felice, e di essere tornato a casa fra il tenero abbraccio di sua madre per il piccolo eroe del giorno!



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mercoledì, 23 novembre 2005

Bambini

Bimbo mi chiedi cos'é l'amore? Cresci e lo saprai. Bimbo mi chiedi cos'é la felicità? Rimani bimbo e lo saprai. (Proverbio cinese)

I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato. (Keith Haring)


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venerdì, 26 agosto 2005

Un vecchio libro

Non vecchio nel senso stretto del termine, è del 1990. Ma l'ho letto quando avevo circa sette o otto anni, e l'avevo quasi rimosso dalla memoria. Purtroppo è il lato negativo del leggere molto: alcuni libri scompaiono del tutto . Che triste. Comunque, oggi stavo leggendo un altro libro, "Eragon": ad un certo punto l'autore descrive delle vie strette, con case così alte da non far capire se  sia notte o giorno. E mi è balenata in mente un'immagine. Mi sono ricordata di una descrizione simile, perlomeno abbastanza da farmi evocare la stessa scena in mente. Non ricordavo dove l'avessi letta, così sono mi son messa a rovistare fra i miei vecchi libri e mi sono ritrovata fra le mani "Abradizil". è una fiaba fantasy, molto molto carina. Il libro la indica some destinata ai ragazzini sotto ai dieci anni. Per cui, se avete fratellini, sorelline, figli, figli o qualsivoglia conoscente che rientri in questa categoria o ne sete incuriositi, ve lo consiglio, perché, pur non ricordandomi esattamente la storia -mi balenano in mente istantanee confusa, che devo aver immaginato all'epoca- so che mi piacque moltissimo. Sono felice di essermi ricordata di questo libro, perché se c'è una cosa che mi irrita è dimenticare. Anzi, lo scriverò fra le cose che odio. Forse è per questo motivo che ho la tendenza a rileggere alcuni libri anche decine di volte? Boh.


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